Italian Biography

Poliedrico artista, armonicista, cantante, chitarrista, ma anche attore, testimonial pubblicitario, scrittore e anche pittore, Andy J Forest è sulle scene musicali dal 1977.

Classe 1955, Andy non è solo un virtuoso dell'armonica; la stoffa del bluesman autentico emerge infatti nei dischi a suo nome disseminati nell'arco di un ventennio: da The list nel 1980 all'ultimo arrivato Word Shadows & Ghost Notes del 2015. Una discografia che testimonia la crescita di questo musicista che alla formidabile tecnica strumentale unisce grandi capacita espressive e comunicative, ironia e un carattere esplosivo: doti che colte dal vivo rendono ogni suo concerto un evento da ricordare.

Dopo il successo con “Real Stories: of Love Labor and Other Man Made Catastrophes” con il quale vince il premio come “Best Blues Cd 2007” al “the Best of the Beat” Award di New Orleans, seguito da NOtown Story: The Triumph of Turmoil (2010), che, definito uno dei suoi migliori progetti, è un’album dove Andy riesce a simulare al meglio le emozioni che si possono catturare solo con un concerto dal vivo, grazie anche al trio che lo accompagna composto dal chitarrista Jack Cole, il batterista Allyn Robinson e il bassista David Hyde; nel 2012 arriva, Other rooms che, nominato ai Best of the Beat Awards 2012 come “Best Blues Album”, aggiunge un nuovo capitolo al suo portfolio che si è costruito, sobriamente, tra i compositori di New Orleans.

Quest'anno esordisce con Word Shadows & Ghost Notes, il suo ventesimo album oltre ad essere il primo da solista che, composto da ben 22 brani, esplora tutta la sua vita. "Penso che sia il miglior lavoro che abbia fatto, suonare la chitarra mi permette di scrivere i testi da differenti prospettive senza avere il pensiero di cosa il mio chitarrista suonerà. Ho anche arrangiato alcune delle mie passate canzoni per poterle suonare da solo."
L'album si è già guadagnato due nomine ai Grammy Awards come "Album American Roots" e lil brano "Bartender Friend" come "The Best American song".


Una cosa da ricordare riguardo alla carriera di Forest è che aderisce fedelmente al formato blues trovando, all’interno di esso, il modo di crescere musicalmente. Molti artisti blues descrivono intensamente dei piccoli circuiti all’interno di esso rimanendo però sempre nello stesso punto durante la loro carriera ma Forest continua a spingere la sua struttura nel funk, R&B tradizionale e swing per soddisfare il suo esteso lavoro lirico. Ha maturato durante gli anni sia le sue qualità vocali che di armonicista, ridimensionando alcune delle sue eccentricità sia come musicista che come contenuto melodico delle sue canzoni.

Apprendendo le prime lezioni di armonica ancora ragazzo, influenzato da Sonny Terry, Walter Horton, Charlie Musselwhite e Rod Piazza inizia a suonare nel circuito di New Orleans nei primi anni ‘70, esibendosi con James Booker, Earl King, John Mooney, Antonie Domino, Billy Gregory e altri musicisti locali con i quali da vita ai “Radiators and the Subdudes” dimostrando uno stile unico fin dagli inizio.

Le sue esibizioni dal vivo, molte delle quali ad importanti festivals, gli danno l’oppurtunità di aprire i concerti per B.B. King, Albert King, Albert Collins, Canned Heat, Magic Slim, Robert Cray, Stevie Ray Vaughan, Buddy Guy & Jr. Wells, Clarence “Gatemouth” Brown, J. Geils & Magic Dick, Terrance Simieon, Otis Grand, The Blind Boys of Alabama, Johnny Copeland, Roy Rogers, John Hammond, Melvin Taylor, Duke Robillard e Johnny Winter.

Dopo aver vissuto in Europa per ben 10 anni ritorna a New Orleans nel 1991 dove suona frequentemente in numerosi clubs e partecipa a tour europei e canadesi esibendosi con grandi nomi quali Taj Mahal, Screamin’ Jay Hawkins, Matt Murphy, James Cotton, Walter “Wolfman” Washington, Jimmy Johnson, Sugar Blue, Willy DeVille, Louis Meyers, Johnny Heartsman, Bernard Allison, The Memphis Horns, Johnny Shines and John “Juke” Logan.

Conta anche presenze ad importanti festivals quali Montreaux Jazz Festival nel 1989 dove si esibisce per una jam con B.B. King, Bobby “Blue” Bland, Joan Baez (!) e Luther Allison e al Pistoia Blues Festival con Jeff Healy sempre nello stesso anno, New Orleans Jazz and Heritage Festival per ben una dozzina di volte dal 1983, al King Biscuit Festival, Trois Rivieres, Ottawa Blues Festival, Cognac Blues Passions, Antwerpe Parkblues Festival, Amsterdam Blues Festival, Tamines, Beermem Blues Festival, More Blues Festival, Gulf Shores Shrimp Festival, Lokerse Feesten, San Remo, Nantes-Rendezvous dans l’Erdre, Lugano Blues to Bop ‘94, ‘96 & 2000, Sherbrooke Blues Festival, Windsor International Festival, Montremblant and molti altri.

Andy è anche compositore, scrittore e un bluesman autentico, ha scritto numerose canzoni, una novella “Letter from Hell”, e ha disseminato nell’arco di trent'anni numerosi dischi.
Dal popolare successo di “Sunday Rhumba” (2001) e “Deep Down Under (in the Bywater)” (2003) prodotto da Anders Osborne e registrato all' Appaloosa Records, segue, nel 2006, “Real Stories” realizzato interamente in America con il trio italiano e prodotto sempre da Anders Osborne, fino ad arrivare all’ultimo lavoro “ Word Shadows & Ghost Notes” (2015) che narra della sua vita.

“Bartender Friend,” la traccia di apertura del suo ultimo lavoro, narra del viaggio da Piety Street e Chartres a Spotted Cat, dove Forest si esibisce tutti i giovedì e venerdì. "At the rusty rainbow by the vinyl shop I take a right with a rolling stop" canta Andy riferendosi al Piety Street Bridge che sovrasta i binari conducendo a Crescent Park, proprio di fronte ai Euclid Records, continuando poi evocando la confortevole sensazione di suonare nel tardo pomeriggio al Spotted Cat con il palco illuminato dal sole. "Quando vado al lavoro mi sento come a casa. Lì c'è sempre qualcuno, qualcuno che conosco...Nel pomeriggio quando il sole è basso. Il primo spettacolo della giornata."

Il tranquillo, sensibile, blues che nutre i suoi show al club è ben lontano dello stile per il quale lo conosciamo dal 1990, quando guidava un'energetica band con frenetiche esibizioni durante le quali urlava, saltava, ballava, si gettava sul palco ritrovandosi poi a testa in giù suonando l'armonica.
"Volevo fare qualcosa che eccitasse il pubblico, ma ero arrivato ad un punto in cui la gente veniva da me chiedendomi - Hey, ti metterai a testa in giù suonando l'armonica stasera? - "

Ora il pubblico viene ad ascoltare le sue canzoni, le sue esibizioni sono esercizi perfettamente delineati in un blues solista dove Forest si accompagna all'armonica, dobro e alla chitarra elettrica modellata su una tavola di legno recuperata da una parte della sua casa del 19° secolo durante una ristrutturazione. La sua voce baritona si adatta perfettamente alle dettagliate storie della sua vita a New Orleans contenute nei suoi brani.

Continuando la sua intensa attività live musicale con Washboard Chaz Blues Trio, la sua band americana e in Canada con la famosa band Monkey Junk, Andy riesce anche a intraprendere tours in Europa con la band italiana composto da Heggy Vezzano, Luca Tonani e Pablo Leoni con la quale si presenterà anche quest’anno in Italia
“On the road” da diversi anni e affiatatissimi tanto da potersi esibire in qualsiasi contesto, sicuramente riusciranno a coinvolgere anche il pubblico più difficile ed esigente, ogni concerto è una riprova della loro bravura.

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